Rioni di RomaI rioni di Roma costituiscono il primo livello di suddivisione toponomastica di Roma Capitale e indicano le zone del centro storico di Roma. Il termine rappresenta l'esito nel romanesco medievale del latino volgare *REGIŌNE(M) (di genere maschile, mentre il latino classico rĕgĭō, -ōnis, da cui deriva, è femminile) ed è appunto utilizzato sin dal Medioevo. I rioniLa lista completa dei ventidue rioni, in ordine di numero, è la seguente. Il rione Prati, l'ultimo in ordine numerico, è l'unico a trovarsi fuori dalla cinta muraria di Roma, costituita dalle mura aureliane, dalle mura gianicolensi e dalle mura leonine.
StoriaLe Regiones romaneLa prima suddivisione urbana fu stabilita nel VI secolo a.C. da Servio Tullio. Furono istituite quattro regiones all'interno del pomerium: Non erano compresi nella suddivisione né il Campidoglio, probabilmente per il suo carattere di cittadella difensiva e polo religioso comuni, né l'Aventino, ancora al di fuori del pomerio. Successivamente, in età imperiale, sotto Augusto si ebbe una nuova suddivisione, che comprendeva il territorio cittadino allargatosi anche oltre i confini delle vecchie mura repubblicane. Si ebbero quattordici regiones, tutte sulla riva sinistra del Tevere tranne Transtiberim, l'attuale Trastevere. Esse erano:
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e la decadenza di Roma come centro culturale, la popolazione diminuì e si perse anche la suddivisione amministrativa interna della città. I rioni dal MedioevoIntorno al XII secolo iniziò a delinearsi una nuova suddivisione in dodici parti, non per una imposizione dall'alto ma semplicemente per uso comune. Anche se le zone erano diverse da quelle antiche, si continuò ad usare lo stesso termine: regio in latino e rione in volgare. I confini dei rioni diventarono definitivi e ufficiali nel XIII secolo: il loro numero era salito a tredici, con l'aggiunta di Trastevere. Il termine "rioni" compare per la prima volta nel Catalogo di Torino dell'inizio del XIV secolo.[2] In questo periodo i confini non erano molto chiari: spesso le abitazioni erano concentrate al centro di un determinato rione e le zone di confine erano praticamente deserte, quindi non era nemmeno necessario che i confini fossero delineati con precisione. I tredici rioni tardo-medievali elencati dal Catalogo di Torino erano:
Appare evidente in molti casi la contiguità, sia nell'onomastica sia nella numerazione, tra i tredici rioni del XIV secolo e la lista "canonica" poi stabilizzatasi in età moderna. Con il Rinascimento, iniziò un'intensa opera di sistemazione e riorganizzazione della città: molte parti all'interno delle mura che erano praticamente deserte furono allora urbanizzate e vennero costruite nuove strade e fontane; divenne pertanto necessario delimitare chiaramente i confini dei rioni. Uno dei criteri adottati in questa definizione fu una ripartizione numericamente equa della popolazione: ciò spiega la grande estensione di rioni decentrati quali Monti, Campitelli o Ripa, scarsamente abitati, e i più piccoli - ma anche più popolosi - rioni dell'ansa del Tevere, ove si era concentrato l'abitato a partire dall'epoca post-classica. Nel 1586 Sisto V aggiunse un quattordicesimo rione nella zona di San Pietro: Borgo, creando una situazione di equilibrio che, anche grazie alla limitata crescita demografica, rimase tale fino al XIX secolo. Età modernaNel 1798, durante l'occupazione francese della città, si tentò una razionalizzazione della suddivisione tradizionale, con l'istituzione di dodici rioni (tra parentesi c'è la corrispondenza moderna):
Dopo poco la Roma napoleonica viene suddivisa nuovamente in otto parti, ora chiamate ufficialmente Giustizie:
In questo modo i rioni più piccoli furono accorpati a quelli più grandi. Il pregio di tale risistemazione fu che i francesi imposero di scrivere su tutte le strade i rispettivi nomi con la zona di appartenenza: per la prima volta non ci fu nessuna ambiguità riguardo ai confini. Il periodo successivo fu di relativo ristagno senza novità rilevanti nell'organizzazione della città. I rioni dopo l'unità d'ItaliaTutto cambiò quando Roma divenne capitale d'Italia. L'afflusso continuo di immigrati dal resto d'Italia e la nascita di tutti i centri necessari ad una capitale comportarono un'intensa urbanizzazione e una crescita della popolazione, sia all'interno delle mura aureliane che all'esterno. Nel 1874 i rioni divennero quindici con l'aggiunta dell'Esquilino, ricavato da Monti. All'inizio del XX secolo iniziarono a svilupparsi i primi quartieri al di fuori delle mura. A seguito del notevole ampliamento della città avvenuto nel trentennio dal 1890 al 1920, l'Associazione fra i Romani segnalò all'Amministrazione l'opportunità di istituire nuovi Rioni e Quartieri, in aggiunta ai quindici rioni già esistenti. Così, nel 1921, la Giunta Municipale dispose di istituire altri sette rioni e di assegnare ad ognuno di essi un proprio stemma[4]:
Nel contempo, ai primi quattordici antichi rioni venne aggiunto l'appellativo Vetere, per distinguerli dell'Esquilino, istituito dopo il 1870, e dai precedenti ultimi sette. Ludovisi, Sallustiano e Castro Pretorio nacquero rispettivamente da Colonna, Trevi e Monti, con lo scorporo da ognuno della propria area nord-orientale; la porzione sud-orientale di Campitelli andò a formare il rione Celio; dal vasto rione Ripa furono separate l'area sud-occidentale e quella sud-orientale, che divennero Testaccio e San Saba. CaporioniA partire dal tardo Medioevo, ogni rione era comandato da un capo rione (o caporione). Ogni caporione era supportato nella sua attività di controllo dell'ordine pubblico da alcuni cittadini comuni di sua fiducia, detti constabili, o capotori[5]. In particolare, il Capo Rione del Rione I era anche chiamato Priore dei Caporioni e costituiva, insieme ai tre Conservatori, il Magistrato Romano, svolgendo pertanto il duplice ruolo di caporione e di magistrato subalterno. Nelle epigrafi commemorative, il Priore dei Caporioni è indicato in forma latina ("cap. reg. urbis priore"). Questa figura proveniva solitamente dalla nobiltà cittadina, a differenza degli altri caporioni, i quali lo furono solo fino a metà del secolo XVIII. La carica di Priore dei caporioni fu soppressa infine con la riforma di Pio IX, con legge speciale tramite motu proprio del 1º ottobre 1847 intitolata Struttura e organizzazione municipale e dell'amministrazione degli uffici. Note
Bibliografia
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